Come scattare le foto della tua struttura da solo

Cosa scoprirai in questo articolo

Una verità “scomoda”

Diventare fotografi non è qualcosa che succede in poco tempo. Secondo lo psicologo statunitense Howard Gardner, servono anni, spesso più di dieci, per diventare davvero esperti in un determinato ambito. 

E questo vale ancora di più nella fotografia, dove tecnica, occhio, luce e sensibilità si costruiscono con il tempo. Parlando personalmente, le foto che scattavamo 10 anni fa non sono le stesse che scattiamo oggi, grazie a tutta l’esperienza che abbiamo acquisito negli anni. Ecco perché, soprattutto in questo ambito, la pratica costante è fondamentale: l’occhio fotografico è in continuo sviluppo e cambiamento. 

Per questo motivo, la verità è semplice: le foto fatte bene richiedono tempo, esperienza e visione.

Ma c’è anche un’altra verità. Molti proprietari di strutture extra-alberghiere, soprattutto all’inizio, si trovano da soli a dover creare i propri contenuti per diversi motivi, ma possiamo dire che, nella maggior parte dei casi, è una questione di budget. 

E allora la domanda diventa: se devi farlo da solo, come puoi evitare di fare errori che abbassano la percezione del tuo valore? 

Capisci bene che qui è un gatto che si morde la coda. Sei all’inizio della tua esperienza con gli affitti brevi, vuoi promuovere il tuo appartamento nel modo giusto ma non hai budget. Scatti fotografie amatoriali con il cellulare, fatte male, le pubblichi e ricevi poche prenotazioni. Di conseguenza, il tuo budget per migliorare rimane sempre limitato.

Partiamo da qui.

I consigli che salvano il tuo budget

Non importa se hai un cellulare o una macchina fotografica. Quello che fa davvero la differenza non è lo strumento, ma come lo utilizzi. 

La prima cosa da guardare non è la stanza, ma la luce. Una luce naturale, morbida, magari al mattino o nel tardo pomeriggio, farà sempre una differenza enorme rispetto a una luce artificiale piatta o troppo dura. Aprire le tende, lasciare entrare la luce e osservare come si muove nello spazio è già metà del lavoro.

Poi c’è la composizione. Quando scatti, non devi mostrare tutto, ma far capire lo spazio. Meglio una foto pulita, leggibile, che accompagni l’occhio, piuttosto che un’immagine piena di elementi che confonde. Ogni oggetto dentro l’inquadratura deve avere un senso. Se non lo ha, probabilmente non serve.

Un altro aspetto spesso sottovalutato è l’ordine. Non un ordine finto, da catalogo, ma un ordine reale, coerente con l’esperienza che vuoi far vivere. 

Una coperta leggermente appoggiata, una tazza, un libro: piccoli dettagli che rendono l’immagine più vissuta, ma solo se sono credibili e ben posizionati.

E poi c’è una cosa che l’attrezzatura non può sostituire: lo sguardo. Provare a mettersi nei panni di chi sta per prenotare. Prova a farti queste domande: 

Cosa vorresti vedere? 

Cosa ti farebbe fidare? 

Cosa ti farebbe immaginare di essere lì? 

Perché alla fine, nel settore hospitality, le persone non scelgono solo una struttura ma scelgono come pensano di sentirsi in quel luogo. 

E questo passa da dettagli molto semplici, ma fatti nel modo giusto.

Detto questo, è importante essere onesti: questi accorgimenti ti aiutano a non fare errori evidenti, ma non sostituiscono il lavoro di un professionista. E qui torniamo all’inizio di questo articolo: ci vogliono anni per acquisire le giuste competenze e saper mettere insieme tutti questi elementi come in qualsiasi altra professione, ma questi consigli possono aiutarti se sei all’inizio e vuoi provare a fare un lavoro di qualità. 

Perché il punto non è solo “fare delle foto”, ma è costruire una percezione e la percezione, online, è ciò che determina se verrai scelto o confrontato solo sul prezzo.